“Ed è in certi sguardi che s’intravede l’infinito”.

                                                                (Franco Battiato)

Una storia colore rosso acceso.

Rosso come l’erotismo, la passione, la rabbia.

Rosso come il cuore che pulsa.

Rosso come il sangue.
 

Guarda il booktrailer del romanzo Domina Dea:

 

Dalila è appena tornata da un lungo viaggio che l’ha trasformata profondamente.
In seguito all’incontro fortuito con Fausto – cliente masochista della sua amica Samantha, escort e mistress d’alto bordo – Dalila entra in contatto con la misteriosa Sofia, una seducente pittrice che vive in una splendida dimora e che vede in lei la sua musa ispiratrice.
Chi è Sofia? E chi sono Laurent e Manuel, i due uomini che abitano con lei? Che cosa nascondono?
La curiosità di scoprirlo induce Dalila a frequentare con assiduità quella casa immersa nel verde e nei fiori, dando inizio a una storia in cui la sua vita e quella di Sofia s’intrecciano alla vita di Fausto e Samantha, del suo ex Damiano, del pianista Laurent e di Manuel, il giovane androgino, ognuno a suo modo alla ricerca del piacere e della felicità, con appresso il personale fardello di paure, insicurezze, paranoie.
Una storia a volte lieve, a volte intensa e violenta. Un tumultuoso susseguirsi di eventi, tra ambiguità e mistero, sesso promiscuo e perversioni, attacchi e difese, nella quiete della campagna emiliana, con l’anno 2010 sullo sfondo.
Metafora della fugacità dell’amore e dell’amaro disincanto, lascia nel finale una porta aperta alla speranza e al sogno.

Personaggi

[…] Fausto le si avvicina. Le prende una mano e gliela bacia per chetarla.
«Vieni» le dice. «Torniamo giù. E d’ora in avanti non fare più domande. Intesi?».
Le ultime scintille di ribellione si spengono qua. Insolitamente obbediente, Dalila si lascia ricondurre al piano inferiore, la cui luminosità è aumentata. Mansueta per prodigio, da mani domate che sfiorano ma non toccano e fingono rispetto, si lascia sfilare la borsa e l’abito, privare dei sandali, dell’intimo di pizzo che va a riposare sul divano assieme a tutto il resto. Accesa benché non ancora ardente, educatamente sospinta dall’uomo premuroso, colloca la propria nudità su un’antica poltrona dall’alta spalliera.
[…]Si mette in posa, assestandosi sulla poltrona il cui rivestimento ruvido percepisce con la pelle nuda. Abbassando le palpebre, resta in ascolto della sua voce che si fa sempre più bassa e calda, sempre più vicina, ondeggia nel silenzio che riempie la casa e la attornia, e nella sua testa si propaga preceduta e seguita da incalzanti rintocchi […]. (Domina Dea)

[…] Dalila va incontro al giovane sconosciuto che la guarda avvicinarsi ma non si sposta, mantiene l’omero contro il pilastro della loggia e le mani in tasca. Indossa una t-shirt bianca, bermuda verde militare, scarpe da ginnastica. Ha capelli scuri, lunghetti, disordinatamente raccolti sulla nuca a formare una piccola crocchia, un esiguo chignon incolto. Porta occhiali da vista con lenti rettangolari e montatura nera. I suoi lineamenti sono molto fini. Il naso è un po’ all’insù, la bocca sinuosa. Non ha barba, né villosità sulle braccia e sulle gambe. È bellino. Perfettino. Abbronzato. Le fa pensare a un giocattolo godurioso da rigirare a lungo tra le mani.
«Dalila» dice porgendogli la mano.
«Laurent» dice il ragazzo stringendo la mano offerta, e lei si ritrova in una confusione espansa.
Ha il palmo umido, Laurent. Umido e caldo. La sua stretta è decisa ma anche dolce. È una carezza tenace, una morsa delicata che si attarda e non molla, trasmette scrosci di energia, imprigiona ma non costringe […]. (Domina Dea)

[…] «Vai» gli ordina, indicando con gli occhi la stanza delle torture la cui porta è serrata. «E fa’ ciò che sai. Io arriverò fra non molto».
Fausto si chiude nella stanza che conosce bene.
Lì fuori, con le spalle contro il muro, Samantha attende il trascorrere di alcuni minuti. Frattanto cumula energia lasciando fluire corroboranti pensieri.
Quando si sente pronta, intossicata al punto giusto, spalanca la porta. Tutto è come sempre. Fausto è di spalle, in piedi accanto al letto col viso rivolto alla finestra. Indosso non ha nulla.
La mistress va ad aprire una cassapanca da cui estrae una robusta frusta formata da un’unica corda intrecciata. La guarda, la valuta, sferza il vuoto. Non la convince, la ricaccia nella cassapanca. Tira fuori un altro attrezzo, un frustino corto e sottile, terribile per via dell’anima d’acciaio. Con questo ha già castigato parecchi schiavi. Mai Fausto, però. È arrivato il momento di farlo assaggiare anche a lui […]. (Domina Dea)

[…] È completamente nudo. E appeso al soffitto. I suoi polsi sono agganciati a una catena dalle maglie robuste. I piedi ciondolano freddi nel vuoto, a due spanne da terra. I muscoli delle braccia tirate verso l’alto gli dolgono, sembra quasi stiano per spezzarsi. Ha un collare intorno al collo. Borchiato. Munito di fibbia. È molto stretto. Gli intralcia il respiro.
Lei si avvicina provocante, oscillando i fianchi snelli, e lo stringe ancora di più, con mani maligne.
Lui boccheggia, si sbianca in viso. Tartaglia parole strozzate e incomprensibili.
«Soffocami» balbetta, e assapora una morte dal gusto sublime.
«Non puoi fuggire» gli dice Dalila. «Sei un ostaggio nelle mie mani» […]. (Domina Dea)

[…] La bellezza di Sofia è quasi disarmante. Dalila non se l’aspettava davvero così bella. E dire che Fausto glielo aveva annunciato. E stando alle sue parole, questa donna dotata di avvenenza regale dovrebbe pure somigliarle. La cerca, la menzionata somiglianza, fissando l’altra senza alcun ritegno, ma non la trova. Non nel viso almeno, Sofia possiede tratti più gentili dei suoi. Forse un po’ nel corpo, che ha tutta l’aria di essere snello e atletico come il suo. Le due donne sono assai simili nell’altezza e nei colori, soprattutto ora che Dalila si è scurita i capelli[…].
Si guardano in silenzio. Non si parlano, si confrontano ma senza invidia, senza antagonismo. Non si sentono rivali, tutt’altro. Avvertono entrambe una sorta di congiungimento che le fa volare in alto e alla pari, come due aquiloni tirati da un unico filo. Sofia le prende una mano.
«Vieni» le dice con quella sua voce profonda. «Andiamo su» e non aggiunge altro […]. (Domina Dea)

[…] Dalila e Damiano si sono incontrati varie volte in passato, sempre qui nell’abitazione di lui, sia da soli che in compagnia di altre persone, nell’ambito di una relazione sessuale non impegnativa. Prepotente e vagamente maschilista, Damiano tendeva a dominare e a imporre i suoi gusti anche in fatto di eros e di pratiche eseguite. Stizzoso e permaloso, prendeva fuoco con molta facilità. Bugiardo e un po’ sbruffone, amava inventare storie fantastiche su di sé e sulla propria vita.
In compenso era bello. E la sua bellezza, unita a un fare intrigante e a una notevole abilità nel sedurre, faceva sì che Dalila non riuscisse mai a dirgli di no. Quantomeno finché non era partita per il suo lungo viaggio. A quel punto tutto si era interrotto.
Oggi Damiano ha trentasette anni. In parte è cambiato, in parte è tale e quale ad allora: suscettibile, collerico e un po’ sopraffattore […]. (Domina Dea)

[…] La imprigiona da dietro, cingendola forte con le braccia, legandole i polsi con le mani a tenaglia. Le sta tutto attaccato fino all’inguine, intanto che i pensieri licenziosi incalzano.
Dibattendosi, Dalila cerca di liberarsi dalla sua stretta. Non lo graffia, né gli rifila calci o scariche di gomitate. Si dimena e basta, affibbiandogli quel tot d’insulti che ormai regala a tutti gli uomini. Ma questi sono vuoti, privi di forza come i suoi gesti: la fame di Manuel, percepibilissima, le sta attraversando la pelle e riempie il suo interno di un calore goloso.
Non scaccia la bocca zuccherosa che le si sta appoggiando sul collo, sotto l’orecchio. Non ferma la mano che penetra discreta nella sua tuta. E presto smette anche di divincolarsi: non vuole più uscire dal suo abbraccio […]. (Domina Dea)

L’autrice

Rodesia Vichi

Rodesia Vichi
Appassionata di scrittura e letteratura, ha pubblicato nel 2008 “Mio re dagli occhi belli” (Robin Edizioni); nel 2009 “Esibizionista a pagamento” (Robin Edizioni).
Nel 2010 con Esibizionista a pagamento ha vinto il Premio Fiuggi “Erotismo & Scrittura” La Dolcetta d’Oro per il Miglior Romanzo Erotico dell’anno 2009.
É nata a Fermo nelle Marche ma vive da sempre a Reggio Emilia dove svolge la professione di Operatrice del Benessere e Massaggiatrice Olistica.

 

 

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